Assegno mantenimento coniuge separato: quando spetta e come viene definito

Casa e Ambiente

Assegno di mantenimento a favore del coniuge separato: quando p previsto e come viene definito

Come viene definito l’assegno di mantenimento in favore del coniuge? Una domanda che si pongono tantissimi coniugi che stanno per affrontare una separazione. In questo approfondimento andremo quindi ad analizzare i parametri di cui tiene conto il Giudice al fine di determinare l’entità dell’ assegno mantenimento coniuge separato.

La quesitone dell’assegno di mantenimento è più attuale che mai in un periodo storico in cui l’Istituto del matrimonio è profondamente in crisi. Un fenomeno dovuto in parte a una minore propensione delle persone a correre il rischio di farsi coinvolgere in legame affettivo formale che potrebbe fallire comportando obblighi e doveri, anche di natura economica.

È fondamentale quindi che chi decide di separarsi abbia ben chiaro a cosa va incontro dal momento in cui viene meno la comunione spirituale e materiale con il coniuge. Ma ritorniamo alla questione della definizione dell’ assegno mantenimento coniuge separato.

Determinazione e funzione del mantenimento

Nonostante nel corso degli anni si sia tentato di elaborare delle tabelle per definire gli importi minimi e massimi previsti per il mantenimento in base al reddito goduto da ognuno dei due coniugi, queste vanno considerate solo come una mera indicazione.

La valutazione dell’entità prevista per l’ assegno mantenimento coniuge separato è infatti rimessa al Giudice, che ha comunque il compito di definire la somma spettante al coniuge valutando caso per caso. Ricordiamo inoltre che l’assegno di mantenimento derivante dalla separazione dei coniugi viene disciplinato dall’art. 156 del Codice Civile.

Noma che stabilisce chiaramente che nel momento in cui pronuncia la separazione il Giudice deve anche definire il diritto del coniuge a cui non è addebitale la separazione, di percepire dall’altro coniuge l’assegno di mantenimento. Somma che dovrà servire al mantenimento del coniuge che lo percepisce, nel caso in cui questi non abbia un reddito proprio.

La ratio alla basa di tale disposizione viene comunemente individuata nel tentativo di tutelare il coniuge più debole dal punto di vista economico, obbligando l’altro ad assicurargli, se consentito dai redditi percepiti da quest’ultimo, la conservazione dello stesso tenore di vita di cui godeva prima della separazione.

Presupposti per ottenere assegno mantenimento coniuge separato 2017

Tuttavia per ottenere l’assegno di mantenimento è necessario che il coniuge economicamente più debole rispetti tre requisiti. È fondamentale infatti che oltre alla mancanza di un reddito proprio adeguato al suo sostentamento questi possa vantare la non addebitabilità della separazione. Deve inoltre esistere una disparità economica tra i due coniugi.

È necessario precisare inoltre che quando si parla di reddito, si fa riferimento non solo al denaro, ma anche ad ogni altra diversa utilità che sia economicamente valutabile. In altre parole il Giudice dovrà tenere conto non solo delle somme percepite da ciascun coniuge, ma anche gli eventuali beni immobili posseduti.

Ai fini della definizione dell’assegno vanno inoltre tenuti in considerazione i crediti esigibili di cui il coniuge economicamente più forte è titolare, i risparmi, le somme investite, i titoli di credito e le partecipazioni in società.

Assegno di mantenimento e assegnazione della casa

Molto dibattuta la questione relativa al possesso della casa di residenza, assegnata dal Giudice a uno dei coniugi. Sulla tematica vi sono diversi orientamenti che costituiscono un corollario al principio costantemente affermato dalla giurisprudenza italiana, secondo il quale l’assegnazione della casa coniugale è prevista solo in presenza di figli minori, o di figli che hanno compiuto il diciottesimo anno di età ma non economicamente autosufficienti, affidati al coniuge assegnatario della casa.

Nel caso non si verifichi tale presupposto, il Giudice non può assegnare la casa in comproprietà in sostituzione o in quanto componente dell’assegno di mantenimento. La casa dunque rimarrà soggetta alle norme relative alla comunione sia per quanto riguarda l’uso che in caso di divisione.

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