Bollatura registri Iva: come effettuarla? Quali i dati da inserire? Guida

Impresa e Lavoro

Registri Iva obbligatori: quali sono e come riempirli

Come fare la bollatura registri Iva? Una domanda che si pongono i tanti italiani che si trovano ad aprire un impresa per la prima volta. In questo articolo andremo a vedere quali son gli obblighi previsti per legge in merito alla tenuta dei registri Iva.

La prima cosa da sapere in merito alla bollatura registri Iva è che registri previsti dalla vigente normativa fiscale sono di tre tipi, ossia il registro acquisti, il registro fatture emesse e il registro dei corrispettivi. Tutti i registri devono obbligatoriamente essere numerati in modo progressivo e tenuti, come stabilito dall’articolo 2219 del CC, senza cancellature, abrasioni o spazi in bianco.

Con l’entrata in vigore dell’articolo 8 della Legge n. 383 del 2001 l’obbligo di vidimazione e bollatura registri Iva è venuto meno. Fenomeno che ha interessato anche il libro degli inventari per il quale non è necessario applicare alcuna bollatura.

L’unico adempimento che rimane a carico dei soggetti che sono obbligati alla tenuta dei registri Iva è la numerazione degli stessi. Di conseguenza è sufficiente che il contribuente attribuisca un numero progressivo a ogni pagina prima di utilizzarla.

Registro iva vendite, corrispettivi e acquisti: i dati da registrare

Ma quali sono i dati da inserire nei registri Iva? Come già accennato, i soggetti passivi Iva sono tenuti per legge a predisporre, conservare e aggiornare tre i seguenti registri obbligatori ai fini Iva: registro delle fatture emesse, registro dei corrispettivi e registro degli acquisti. Ma vediamo nei dettagli quali sono i dati da inserire nei registri.

Come suggerisce il nome, nel registro delle fatture emesse vanno annotate (ai sensi dell’articolo 23 del DPR n. 633/72) tutte le fatture emesse devono essere registrate entro 15 giorni dalla data di emissione. Le fatture differite attive però possono essere registrate entro il giorno 15 del mese successivo. Le fatture vanno numerate in ordine progressivo, in base alla data di emissione.

Nel registro dei corrispettivi invece vanno annotate tutte le operazioni che sono documentate da scontrino fiscale. In altre parole qui va registrato ogni giorno l’ammontare cumulativo delle operazioni che rientrano nel campo di applicazione dell’Imposta sul valore aggiuntivo effettuate nell’arco della giornata.

Le operazioni imponibili ai fini Iva vanno indicate separatamente da quelle esenti e da quelle non imponibili. Ricordiamo inoltre che i dati vanno riportati nel registro dei corrispettivi entro il giorno non festivo successivo a quello in cui si sono effettuate le operazioni. Tuttavia si può anche scegliere di effettuare una sola annotazione riepilogativa, registrando insieme tutte le operazioni del mese. In questo caso la scadenza è al 15 del mese successivo.

Troviamo poi il registro degli acquisti nel quale vanno annotate le fatture di acquisto, che devono essere numerate in modo progressivo. I dati vanno registrati entro la fine del mese in cui si desidera effettuare la detrazione delle spese. È necessario inoltre indicare la data di emissione delle fatture di spesa, nonché i dati del fornitore, il corrispettivo di ogni operazione e l’Iva.

Bollatura registri Iva 2017: come inserire i dati

È necessario inoltre precisare che i registri Iva devono avere un’apposita colonna in cui si dovranno annotare le operazioni esenti dal pagamento dell’Iva e quelle non imponibili. Colonna in cui deve essere indicato chiaramente il titolo di inapplicabilità dell’imposta.

Come stabilito dall’articolo 6 del DPR n. 695/96 non c’è l’obbligo di registrare gli acquisti ad Iva indetraibile, tuttavia questa annotazione si rende necessaria per i contribuenti che rientrano nel regime di contabilità semplificata, onde documentare la deducibilità del costo.

Va infine precisato che per le fatture di acquisto è possibile registrare un documento riepilogativo mensile invece di riportare nel relativo registro i dati di ogni singola fattura. Tale documento dovrà però indicare il riferimento ai numeri delle varie fatture cui si riferisce e il corrispettivo totale.

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