Bonus agricoltori 2017: cos’è e come ottenerlo. Requisiti e importi

Impresa e Lavoro

Bonus agricoltura per giovani: la nuova misura introdotta con la Legge di Bilancio 2017

Il bonus agricoltori 2017 è un beneficio introdotto con la Legge di Bilancio 2017. Si tratta di un’agevolazione dedicata ai giovani IAP (imprenditori agricoli professionali) e coltivatori diretti. La misura spetta per 5 anni e prevede l’esonero per il beneficiario dal pagamento dei contributi previdenziali Inps relativi al settore agricolo.

Dopo che la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto l’abolizione del pagamento dell’Imu e dell’Irap agricola, la Legge di Bilancio del 2017 ha previsto anche l’abolizione IRPEF agricola 2017 e ha introdotto il bonus agricoltori 2017. Un’agevolazione dedicata ai giovani coltivatori diretti e agli IAP.

Lo scopo della manovra è di sostenere il settore agricolo, ossia uno dei più colpiti dalla crisi economica che affligge da anni il nostro Paese. Ragione per cui nel testo della Legge di Bilancio sono contenute anche delle importanti agevolazioni per le imprese del settore agricolo. Prima su tutte la possibilità di usufruire del bonus assunzioni 2017, che prevede sgravi fiscali per quanto riguarda i contributi Inps. Sgravi che possono essere goduti per 5 anni.

Come funziona il bonus agricoltori 2017 per 5 anni: in quale misura è previsto l’esonero

Cosa prevede il bonus agricoltori 2017? Grazie a questa misura gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti sono esonerati dal pagamento dei contributi previdenziali Inps per un periodo di 5 anni. Per i primi 3 anni è previsto un esonero totale, mentre per il quarto anno la detrazione è prevista nella misura del 66% e nella misura del 50% per il quinto anno.

L’esonero assunzioni per il pagamento dei contributi Inps è dedicato esclusivamente agli IAP e ai coltivatori diretti e può essere goduto a partire dal primo gennaio 2017. Nello specifico, la Legge di Bilancio ha previsto una deroga rispetto alle ordinarie regole di versamento contributivo per coloro gli iscritti alla previdenza agricola.

Deroga (di cui all’art. 46 del disegno di Legge di Bilancio) che interessa le modalità di accredito dei contributi previdenziali presso l’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) per quanto riguarda sia la pensione di vecchiaia, che i trattamenti di invalidità e le pensioni per i superstiti.

In altre parole il beneficiario del bonus è esonerato dall’ordinario regime contributivo in modo totale per 3 anni e in misura parziale per altri 2 anni. Per il 66% il 4° anno e per il 50% nel 5° anno. Il tutto ovviamente nel rispetto delle norme europee in merito ai contributi de minimis.

Bonus giovani agricoltori 2017: i requisiti per l’accesso

Chi può ottenere il bonus? Hanno accesso all’agevolazione i giovani agricoli autonomi che nel corso del 2017 si iscrivono alla Gestione previdenziale agricola INPS o che avviano un’attività di tipo agricolo.

Rientrano quindi tra i beneficiari i giovani IAP che meno di 40 anni e che nel 2017 risultano iscritti alla previdenza obbligatoria. Possono ottenere l’agevolazione anche gli imprenditori iscritti nel corso del 2016, a condizione però che gestiscano un’attività che si trova in una zona montana o in un’area di crisi.

Allo stesso modo hanno accesso al bonus i giovani coltivatori diretti che hanno meno di 40 anni d’età e che nel 2017 si iscrivono alla previdenza obbligatoria. Come per gli imprenditori agricoli professionali, anche i coltivatori diretti che si sono iscritti alla previdenza obbligatoria nel 2016 potranno fruire del bonus esclusivamente nel caso in cui l’attività sia svolta in aree di crisi o aree montane.

In un primo momento infatti l’esonero era previsto solo per le nuove iscrizioni alla previdenza agricola che avvengono a partire da gennaio 2017 e fino alla fine dello stesso anno. Tuttavia con la presentazione degli emendamenti al disegno di legge, l’esonero è stato esteso anche agli agricoltori che si sono iscritti alla previdenza obbligatoria nel corso del 2016.

Come già accennato, questa possibilità è disponibile solo per quanti gestiscono un’impresa agricola ubicata in un’area agricola svantaggiata (di cui all’art. 15 della legge n. 984/1977) oppure in territori montani (di cui all’art. 9 del Dpr n. 601/1973).

Sono considerati montani i terreni che si trovano sopra i 700 metri (incluse le particelle catastali che si trovano solo parzialmente a questa altezza), i terreni che rientrano nell’elenco dei territori montani nonché i terreni che fanno parte di comprensori di bonifica montana.

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