Equientrate 2017: Cos’è, Come funziona e cosa cambia con l’abolizione Equitalia

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Equientrate

Equientrate sostituisce Equitalia

Equitalia è tristemente conosciuta dal popolo italiano per il suo operato nella riscossione delle cartelle esattoriali in caso di eventuali mancati pagamenti di ogni genere.

Negli ultimi anni la sua fama è accresciuta specialmente per il numero di cartelle spedite a tutti quelli che avevano debiti nel confronto della Agenzia delle entrate. Non è mai stata ben vista e molti avevano dubbi sul suo operato, che avveniva in contemporanea alla Agenzia delle entrate, ma sovente, i due organismi non comunicavano tra loro, creando problematiche ai comuni cittadini.

Così il governo, con alcuni riforme ha deciso di abolire Equitalia per sostituirla con Equientrate.

Scopriamo insieme i dettagli riguardo questo grosso cambiamento.

  1. Cosa è Equientrate e come funziona
  2. Cosa cambierà per i cittadini
  3. cosa cambierà per i dipendenti

 

Cosa è Equientrate e come funziona

Come tutti sanno l’Agenzia delle entrate è un ente pubblico, quindi controllato interamente dallo stato, mentre Equitalia è di fatto un ente privato a cui lo stato si rivolge quando vi è da riscuotere una cartella esattoriale. Inoltre è noto anche che l’ente privato sopracitato è stato accusato a più riprese di essere eccessivamente zelante nei riguardi dei contribuenti.

Così il governo avrebbe deciso di porre un freno a questo brutto ricordo fondendo l’Agenzia delle entrate con Equitalia, facendo nascere Equientrate. In buona sostanza questa nuova agenzia sarebbe di gestione pubblica, cosa che non avveniva prima. E quindi tutte le somme di denaro che non sono state pagate verrebbero riscosse dalla agenzia delle entrate.

Quindi il funzionamento rimarrebbe invariato, salvo però essere meno vessatorio contro i contribuenti che hanno ancora degli insoluti. La fusione che viene proposta nella riforma naturalmente non potrà avvenire in tempi brevi ma graduali in modo da non creare situazioni di disagio o problematiche serie.

Cosa cambierà per i cittadini

Per quanto riguarda i cittadini non dovrebbero esserci sostanziali novità, infatti continueranno a esserci le riscossioni del denaro per sanare gli eventuali debiti. Nonostante questo il governo non ha ancora chiarito le tempistiche con cui avverrà la suddetta fusione, questo potrebbe causare notevoli problematiche e rallentamenti.

Come tutti sanno in Italia l’amministrazione pubblica ha sempre avuto una certa difficoltà ad adeguarsi alle riforme fatte dai governi che si sono succeduti negli anni, mostrando le proprie carenze in fatto di adattabilità. In questo caso il mancato adeguamento delle strutture pubbliche in maniera tempestiva potrebbe portare alla prescrizione di numerose cartelle esattoriali, per la gioia di molti cittadini.

Se da una parte molti sono felici di questa notizia, dall’altra c’è da esserne tristi, perché i soldi mancati andranno ad aggravare ulteriormente il debito pubblico che la nazione possiede. Tutto questo porterà a situazioni abbastanza spiacevoli, come ad esempio l’innalzamento della pressione fiscale, già molto alta in questo periodo.

Cosa cambierà per i dipendenti

Molti dubbi sorgono per quanto riguarda il destino dei dipendenti che sono tutt’ora impiegati in Equitalia. Infatti dopo il primo gennaio 2017, data in cui la società privata dovrebbe smettere di esistere, gli 8000 dipendenti in attività potrebbero vedersi mancare il posto di lavoro.

Tutto questo accade a causa della fusione e dal passaggio di Equitalia da società privata a società pubblica (o per meglio dire gestita dallo stato), che prevede l’assunzione mediante un concorso pubblico nazionale e la creazione di una graduatoria che prenda in considerazione alcuni parametri stabiliti dal ministero. In questo momento tutti i dipendenti di Equitalia sarebbero tutti assunti con contratto regolare e chiamata diretta.

Tutt’ora neanche il parlamento sa dare una risposta certa a questo quesito, alcune voci ipotizzano che il governo potrebbe scrivere una legge che aiuterebbe a non violare moltissime norme, tra cui l’articolo 97 della costituzione, che prevede la creazione di un concorso per l’assegnazione di posti di lavoro nella pubblica amministrazione.

Niente è certo, e per sapere con più precisione cosa vorrà fare il governo si dovrà aspettare il mese di ottobre, quando verrà presentata la legge che vorrebbe implementare queste grossissime novità, ossia la nuova legge di bilancio.

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