Naspi Inps 2017: requisiti, importi e durata dell’indennità

Impresa e Lavoro

Indennità di disoccupazione 2017: cos’è la Naspi

Il Jobs Act varato dal Governo Renzi ha introdotto una riforma degli ammortizzatori sociali che prevede una nuova indennità di disoccupazione, meglio nota come Naspi Inps. Si tratta di un sussidio che a partire dal primo maggio 2016 sostituisce l’assegno di disoccupazione che era stato introdotto con la Riforma Fornero del 2012.

Ma chi può ottenere la Naspi Inps? L’assegno spetta a tutti i lavoratori che si trovano in disoccupazione involontaria e che hanno lavorato per almeno 3 mesi. Tra le categorie di lavoratori che hanno accesso all’indennità di disoccupazione troviamo sia i lavoratori dipendenti (anche con contratto a tempo determinato) che gli apprendisti.

I soci lavoratori di cooperativa invece hanno diritto all’assegno Naspi Inps solo a condizione che abbiano aderito alla cooperativa o abbiano instaurato un rapporto di lavoro di tipo subordinato, dopo l’associazione. Per il personale artistico invece è richiesta la presenza di un rapporto di lavoro subordinato.

La disoccupazione Naspi sostituisce inoltre le indennità ASpI e mini ASpI per quanto riguarda le cessazioni involontarie dal lavoro che si verificano a partire dal primo maggio 2016.

Sussidio di disoccupazione Naspi: i requisiti per l’accesso

A gestire l’indennità è la nuova Agenzia unica del lavoro. Per ottenere l’assegno il lavoratore che ha perso lavoro dovrà rivolgersi a un centro per l’impiego e sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. La domanda di disoccupazione verrà quindi inviata all’Inps che si occupa di recepire e lavorare le richieste di disoccupazione nonché di erogare a ciascun lavoratore l’indennità spettante.

Per quanto riguarda la platea dei beneficiari dell’indennità di disoccupazione, con l’introduzione della Naspi Inps questa si è sensibilmente estesa rispetto al sussidio precedente. Da maggio 2016 infatti hanno diritto all’assegno di disoccupazione tutti coloro che hanno perso il lavoro, inclusi collaboratori a progetto e lavoratori precari.

Passiamo ai requisiti. Hanno accesso alla Naspi Inps 2017 tutti coloro che si trovano in stato di disoccupazione e che nei 4 anni che precedono la data di licenziamento possono vantare minimo 13 settimane di contributi versati. Ai fini della concessione dell’assegno i lavoratori deve anche aver effettuato, nei 12 mesi che precedono il periodo di disoccupazione, almeno 30 giornate di lavoro effettivo.

Ricordiamo che la disoccupazione Naspi Inps viene erogata anche in favore dei lavoratori che hanno rassegnato le proprie dimissioni per giusta causa, nonché a quanti hanno perso il lavoro attraverso una risoluzione consensuale.

Naspi Inps 2017: durata e importo dell’indennità

La Naspi Inps ha una durata di 24 mesi e spetta per un periodo corrispondente alla metà delle settimane di contributi versati in favore del beneficiario negli ultimi 4 anni. È necessario precisare però che non sono considerati ai fini del calcolo della disoccupazione i periodi contributivi che sono già stati utilizzati per l’erogazione di altre indennità di disoccupazione.

L’importo dell’assegno mensile corrisposto dall’Inps viene calcolato sommando le retribuzioni ricevute dal lavoratore negli 4 anni precedenti la disoccupazione e dividendo il risultato per le settimane di contribuzione. Il quoziente dovrà poi essere moltiplicato per 4,33.

Se il prodotto di tale moltiplicazione è uguale o inferiore a 1195 euro al mese, la Naspi avrà un importo pari al 75% della retribuzione. Se invece il risultato della moltiplicazione sarà superiore alla soglia di 1195 euro, si aggiunge al suddetto 75% un importo pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile del lavoratore e 1195 euro. In ogni caso, l’importo mensile dell’indennità non può eccedere i 1300 euro.

Ricordiamo infine che l’indennità Naspi viene progressivamente ridotta a partire dal 4° mese di fruizione. L’importo si riduce infatti ogni mese in misura pari al 3%. Sull’indennità non si applica però la trattenuta del 5,84% prevista per le prestazioni di sostegno al reddito.

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