Parto prematuro: sospensione e conservazione del congedo di maternità

Diritto
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Il congedo di maternità delle lavoratrici dipendenti e iscritte alla Gestione separata, in caso di parti prematuri (prima dei due mesi antecedenti alla data presunta del parto) si calcola aggiungendo ai tre mesi post partum tutti i giorni compresi tra la data del parto e quella presunta. Si superano perciò i cinque mesi previsti in precedenza influendo anche sulla durata del congedo di paternità.

Inoltre, il decreto legislativo 80/2015 ha ampliato l’ambito di applicazione del rinvio e della sospensione del congedo di maternità in caso di ricovero del neonato. La lavoratrice può esercitare questa facoltà a prescindere dal motivo del ricovero del neonato o del minore adottato o affidato, purché le sue condizioni di salute siano compatibili con la ripresa del lavoro.

Infine, si conferma che la lavoratrice licenziata per colpa grave ha diritto a conservare il congedo di maternità oltre la data del licenziamento.

Altre informazioni si trovano nella circolare INPS 28 aprile 2016 n. 69, che presenta anche indicazioni operative per l’accreditamento della contribuzione figurativa ai fini pensionistici (dipendenti privati e pubblici), per il monitoraggio della spesa e per il regime fiscale della prestazione.

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