Patto di servizio personalizzato: obblighi e opportunità

Impresa e Lavoro
patto di servizio personalizzato

Patto di servizio personalizzato: cos’è

Cos’è il Patto di servizio personalizzato? Noto anche come PSP, si tratta di una sorta di contratto stabilito tra un soggetto disoccupato e il Centro per l’Impiego. Un impegno che va assunto entro 15 giorni dal momento in cui è presentata la domanda di disoccupazione.

Patto servizio centro impiego: come funziona

Il Patto di servizio personalizzato è una risorsa pensata per rispondere a due ambiti di intervento:

  • permette al soggetto disoccupato di ricevere l’indennità di disoccupazione NASPI, ASDI e Dis. Coll.;
  • consentire al disoccupato di prendere parte ad attività di politiche attive (quali corsi di formazione) e promuovere la ricollocazione sul mercato lavorativo.

Il disoccupato è chiamato a sottoscrivere il Patto di servizio personalizzato con il centro per l’impiego. Si tratta di vincolo definito dal Decreto numero 150 del 2015, elemento che compone la riforma del lavoro nota come Jobs Act.

Il PSP è quindi un passaggio obbligato per quanti hanno perso il lavoro e intendono ricevere l’indennità di disoccupazione. I disoccupati saranno protagonisti di un processo per la ricerca di nuova occupazione.

Patto di servizio centro per l’impiego: cosa deve fare il disoccupato

Cosa deve fare quindi il disoccupato una volta che ha perso il lavoro? Queste sono i passaggi da adottare:

  • presentare la domanda di disoccupazione INPS. La modalità di invio della richiesta è telematica;
  • con la presentazione della domanda il lavoratore deve sottoscrivere la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro (DID). Si tratta di una dichiarazione indispensabile per conseguire lo stato di disoccupazione e quindi l’indennità che deriva da questa condizione;
  • dopo che è stata inviata la domanda di disoccupazione e la dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro, il soggetto disoccupato è chiamato a presentare, entro 15 giorni, il PSP presso il Centro per l’Impiego. Una via obbligatoria per ottenere l’indennità di disoccupazione.

Patto di servizio rinnovo: i documenti

Un altro elemento da valutare è il rinnovo del Patto di servizio personalizzato. Il rinnovo deve realizzarsi solo per la richiesta di un nuovo assegno di ricollocamento, e nell’eventualità di decadenza dallo stato di disoccupazione.

Quali sono i documenti da presentare? Il richiedente deve presentare:

  • documento d’identità valido;
  • codice fiscale;
  • lettera di licenziamento o lettera di dimissioni.

Il patto di servizio personalizzato potrà essere stipulato online solo quando sarà operativa la nuova Agenzia per il lavoro e il Portale Unico di Registrazione disoccupati.

Con il PSP il disoccupato va a sottoscrivere un impegno che prevede diversi obblighi. Passiamoli in rassegna:

  • partecipazione ad attività volte a migliorare le competenze utili per conseguire un impiego. Il Centro per l’impiego fornirà inoltre un sostegno nella compilazione del curriculum e preparazione ai colloqui di lavoro, senza contare gli incontri di orientamento.
  • Partecipazione ad attività formative, di riqualificazione professionale o altre attività che riguardano la politica attiva del lavoro. Ciò significa che il disoccupato può essere richiamato dal Centro per l’Impiego o dai Centri Servizi per il lavoro così da prendere parte ad attività di politiche attive.
  • Accettazione di offerte di lavoro. L’offerta di lavoro deve essere “congrua”, ossia coerente con la classe di profilazione attribuita al soggetto disoccupato al momento della sottoscrizione del PSP, con la distanza dal domicilio, con la durata dello stato di disoccupato.

Sanzioni patto di servizio: cosa si rischia

Per quanti percepiscono la NASPI, DIS-COLL o mobilità vi sono specifiche sanzioni. Se il disoccupato non si presenta alle convocazioni disposte dal Centro per l’Impiego o dei Centri Servizi per il lavoro senza oggettiva motivazione, sono previste queste sanzioni:

  • a fronte della prima assenza, è applicare una decurtazione pari a 1/4 di una mensilità;
  • con la seconda assenza, c’è la decurtazione di una mensilità;
  • con la terza assenza c’è la decadenza dall’indennità NASPI, DIS-COLL o mobilità e dalla condizione di disoccupazione.

Anche per chi non prende parte alle iniziative vi sono le medesime sanzioni disposte appena citate. Quanti invece non prendono parte a corsi di formazione e/o riqualificazione, vanno incontro a queste sanzioni:

  • nell’eventualità di prima assenza, c’è la decurtazione di una mensilità;
  • nell’eventualità di seconda assenza, è disposta la decadenza dall’indennità e dallo stato di disoccupazione. Anche chi rifiuta un’offerta reputata congrua va incontro alla perdita dell’indennità.

Per i lavoratori che percepiscono l’Assegno di disoccupazione vi sono vari scenari. Nell’ipotesi di mancata presentazione per la sottoscrizione del PSP:

  • per la prima assenza, una decurtazione corrispondente a 1/4 di una mensilità;
  • per la seconda assenza, una decurtazione corrispondente a una mensilità dell’indennità;
  • per la terza assenza, c’è la decadenza dell’ASDI e quindi dello stato di

Qualora non si verifichi la partecipazione ad attività di orientamento, le sanzioni sono:

  • per la prima assenza, una decurtazione pari a una mensilità;
  • cessazione dell’ASDI e della condizione di disoccupato.

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