Tassa di successione 2017: su cosa si paga? Quando è previsto l’esonero?

Tasse e Fisco
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Tassa di successione 2017: quando è previsto l’esonero

La tassa di successione è un’imposta che devono pagare allo Stato tutti coloro che ricevono in eredità un patrimonio. L’importo di tale imposta viene definito in base alla dichiarazione di successione che si presenta all’Agenzia delle Entrate.

Con l’entrata in vigore del cosiddetto Decreto semplificazioni però è stato introdotto l’esonero per gli eredi di presentare la dichiarazione se l’eredità ricevuta è al di sotto di 100 mila euro e se non comprende diritti immobiliari o beni immobili.

In tal caso, infatti, non si è più obbligato a presentare la dichiarazione di successione. Una semplificazione che ha reso molto più semplici le successioni che interessano capitali di modesto valore. Prima dell’entrata in vigore del Decreto semplificazioni, il limite era fissato a 25 mila euro.

Imposta di successione: ecco su quali beni si applica

Su quali beni si paga la tassa di successione? L’imposta interessa il patrimonio ereditato, intendendo con questo la differenza che c’è tra l’attivo e il passivo (eventuali debiti ereditati).

Sono tassabili i beni immobili di qualsiasi genere nonché i terreni agricoli o edificabili. L’imposta si applica anche sui beni immobili, tra cui ricordiamo conti correnti, barche, opere d’arte, gioielli e denaro investito (obbligazioni, azioni, fondi fiduciari, ecc.).

Sono soggette a tassazione anche le aziende e le partecipazioni di società, di qualsiasi genere esse siano. Fanno eccezione solo alcuni casi di esenzione previsti per legge. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i beni esclusi dalla tassa di successione.

Beni esclusi dalla tassa di successione 2017: su cosa non si paga l’imposta

L’imposta di successione non si applica su:

  • Veicoli iscritti al PRA;
  • Aziende familiari e partecipazioni sociali;
  • Titoli di debito pubblico;
  • Titoli di Stato;
  • TFR e altre indennità spettanti agli eredi per diritto;
  • Beni culturali che sono stati sottoposti a vincolo culturale prima della successione (a condizione però che siano stati adempiuti tutti gli obblighi di protezione e conservazione);
  • Crediti vantati dal defunto verso lo Stato, l’INPS, enti pubblici territoriali, l’INAIL ecc.

Sono escluse dall’imposta anche le società di capitali, di mutua assicurazioni o cooperative che hanno sede in Italia. In questo caso però l’esclusione spetta esclusivamente per le partecipazioni attraverso le quali si acquisisce o si integra il controllo della suddetta società. Tuttavia l’esenzione spetta solo se gli eredi proseguono l’attività di impresa, o ne detengono il controllo, per minimo 5 anni dal momento della successione.

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