Addio al Ticket Sanitario? Novità Aprile 2017

Tasse e Fisco

Ticket sanitario addio?

Beatrice Lorenzin, ministro della salute, sta lavorando per eliminare il ticket sanitario per accedere alle cure sanitarie in ospedale. Il sistema attuale infatti andrebbe a penalizzare troppo le categorie più povere e deboli.
Pare quindi sempre più probabile l’idea di dire addio ai ticket sanitari, sostituendoli con delle misure alternative. Quali? Vediamo insieme.

Che cos’è il ticket sanitario?

Prima di vedere le misure proposte dalla Lorenzin è necessario chiarire il concetto di ticket sanitario. Introdotto nel 1982, è una tassa che il cittadino paga in cambio di prestazioni sanitarie fornite dallo Stato.
Oggi come oggi il ticket sanitario riguarda:
  • le prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali e analisi di laboratorio);
  • le prestazioni di pronto soccorso;
  • le cure termali e le prestazioni farmaceutiche.
Tuttavia, diverse categorie di pazienti non devono pagare questa quota. Infatti a determinati cittadini può essere riconosciuto il diritto all’esenzione dal ticket sulla base di:
  • specifiche situazioni di reddito;
  • l’età o la condizione sociale;
  • lo stato di invalidità;
  • in altri casi particolari come gravidanza, diagnosi precoce di alcuni tumori, accertamento dell’HIV.

Le proposte per abolire il ticket sanitario: novità 2017

Riforma delle detrazioni fiscali

Attraverso una riforma delle detrazioni fiscali per farmaci e spese mediche sarebbe possibile abolire i ticket sanitari. Infatti introducendo un sistema di aliquote le cose cambierebbero.

Attualmente i cittadini, indipendentemente dal reddito, scaricano il 19% di spese mediche, la proposta della Lorenzin è di permettere ai più poveri di scaricare una percentuale maggiore o addirittura di eliminare le detrazione del 19% oltre una certa soglia di reddito.

Tuttavia è necessario definire con precisione i parametri per definire un cittadino “povero”. Inoltre chi è in situazione di reale difficoltà è povero perfino per pagare le tasse.

Modifica delle fasce di esenzione

Un’altra proposta è rivedere le soglie di esenzione, per un valore di 8 miliardi di euro, spostandole verso le fasce più deboli, i poveri e gli anziani.

Attualmente sono  autorizzati a non pagare il ticket su pronto soccorso e prestazioni specialistiche:

  • gli anziani con oltre 65 anni e un reddito non superiore a 35 mila euro;
  • i disoccupati e i loro familiari a carico con un reddito non superiore a 8.500 euro;
  • i titolari di pensione sociale e i pensionati al minimo oltre i 60 anni.

Tagli alla spesa

L’ultima ipotesi riguarda i tagli della spesa sanitaria, consegnando il compito e la responsabilità alle singole regioni, che gestiscono in modo autonomo il ticket sulla spesa farmaceutica, sulle prestazioni specialistiche e sugli accessi al pronto soccorso.

 

 

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