Assegno mantenimento figli 2017: cosa è cambiato?

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L’assegno di mantenimento nasce per tutelare i figli nella cui famiglia si è intrapresa la strada della separazione o del divorzio tra i genitori.

Sono tutelati sia i figli minori che maggiorenni, non ancora autonomi economicamente.

Quali informazioni servono al giudice per stabilire la somma dell’assegno?

L’articolo 337-ter del codice civile sancisce che “salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito”. Il giudice deciderà la proporzionalità che costituirà la somma corrisposta dell’assegno di mantenimento periodico.

Le informazioni che serviranno al giudice per costituire l’assegno sono principalmente cinque.

  • Tenore di vita che il figlio ha goduto durante la convivenza con entrambi i genitori
  • Durata di permanenza presso ognuno dei due genitori
  • Presente esigenza del figlio
  • Disponibilità economica di ambedue genitori
  • Valore economico devoluto a compiti domestici e/o di cura di entrambi genitori.

Calcolo dell’assegno

Per calcolare al meglio l’assegno di mantenimento, il giudice analizzerà nel dettaglio le seguenti diciture.

  1. Patrimonio mobiliare e immobiliare che individuano la disponibilità economica di uno dei genitori.
  2. Il fabbisogno del figlio prima della separazione o del divorzio deve essere sostenuto in maniera integrale e invariata anche in seguito alla separazione dei genitori.
  3. Se il genitore al quale è stato affidato il figlio abita nella casa coniugale, le spese dell’altro genitore diminuiscono. Questo perché subentrano i conseguenti costi dovuti al pagamento dell’affitto.

Come viene stabilita la somma?

Il giudice, nonostante debba avvalersi delle suddette normative, ha comunque la piena facoltà di interpretare le varie e differenti situazioni che si ritroverà ad affrontare. Le diciture di cui sopra sono la base da cui il giudice attinge per creare l’ammontare finale dell’assegno.

I genitori inoltre possono accordarsi vicendevolmente per il corrispettivo denaro dell’assegno di mantenimento. In questo modo evitano la trafila giuridica riuscendo a guadagnare tempo, ma soprattutto a mantenere stabile l’integralità fisica e mentale del proprio figlio sin da subito.

Assegno mantenimento figli: le spese ordinarie e straordinarie

Il genitore che non vive con il figlio ha inoltre l’obbligo di sostenere in maniera proporzionale spese variabili e imprevedibili. Queste non hanno un importo fisso, si tratta di necessità straordinarie che possono incorrere nella vita del proprio figlio.

Spese ordinarie

Le spese ordinarie, da corrispondere nell’assegno di mantenimento, sono costituite dai benefici attuali e prevedibili che bisogna necessariamente sostenere per il proprio figlio.

Tra queste figurano i costi di sostentamento:

  • di tipo scolastico (gite scolastiche, libri di testo, mensa, tasse e varie)
  • alimentare (cibi e bevande)
  • sanitaria (spese mediche, l’acquisto di farmaci, igiene, visite mediche, pediatriche e altre)
  • e tutte le spese che conseguono questi costi.

Questi ultimi devono essere mantenuti periodicamente e costantemente. Tra queste spese devono figurare anche i costi di tipo generale, come ad esempio: il pagamento proporzionale dell’affitto o dei mutui, delle utenze in casa e costi per aiuti nelle faccende domestiche.

Spese straordinarie

Le spese straordinarie, che si applicano per l’assegno di mantenimento, riguardano tutte le situazioni che non sono pronosticabili e non coniugabili con la normalità della vita del proprio figlio.

In questo caso i costi posso variare da situazione a situazione e posso essere di entità molteplici. Questi costi eccezionali, possono riguardare ad esempio:

  • l’acquisto di occhiali da vista
  • visite dentistiche e le conseguenti applicazioni di apparecchi per i denti
  • lezioni al di fuori dell’ordinario scolastico
  • conseguimento della patente di guida
  • corsi di lingua straniera e i conseguenti viaggi che ne possono derivare
  • attività sportiva
  • costi per l’acquisto di oggetti devoti allo svago del figlio, come ad esempio computer, laptop, smartphone, videogames, tablet e altro.

Come vengono ripartite le spese di tipo straordinario

Le spese straordinarie tendenzialmente vengono divise dai due genitori in egual modo. La legge in realtà prevede che le spese debbano essere assegnato ad uno solo dei due genitori che ha a capo l’assegno di mantenimento del proprio figlio. Per evitare conflitti tra i due ex-coniugi, solitamente si sceglie una ripartizione delle spese straordinarie al 50%.

Qualora uno dei due genitori si rifiuta di collaborare per i soprastanti costi, si potrà denunciare l’accaduto alle autorità giudiziarie. Nel caso in cui colui che è obbligato a pagare l’assegno di mantenimento non paga, sarà perseguibile penalmente così come sancito dall’articolo 570 del codice penale.

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