Banche Più Sicure: Confronto tra BNL e Unicredit

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In questa fase molto delicata per il sistema bancario italiano, messo a dura prova dai casi saliti agli altari della cronaca, diventa sempre più importante, scegliere l’Istituto di credito a cui affidare i propri risparmi e il proprio denaro. Le vicende che hanno coinvolto importanti banche del nostro Paese, l’ultima in ordine di tempo ma non certo per importanza, Mps, hanno incrinato, e non poco, la fiducia degli italiani nei confronti delle banche del nostro Paese.

Per determinare quali siano le banche più sicure, la solidità patrimoniale è stata “messa alla prova”, così come quella delle principali banche europee, con lo svolgimento di “stress test” che ne hanno saggiato la tenuta patrimoniale in presenza di condizioni di mercato avverse: calo del pil e aumento dei tassi di interesse a lungo termine tra i fattori utlizzati per la simulazione.

Su scala nazionale, a parte Mps che ha fatto registrare performance “non esaltanti”, la tenuta complessiva può essere definita positiva, ma con un certo grado di differenziazione fra una banca e l’altra. Nell’articolo che segue, sono stati presi in esame due casi riguardanti due importanti istituti bancari che operano in Italia: Bnl Bnp Paribas e Unicredit.

Per Bnl occorre fare una premessa: dal 2006 é passata a far parte del Gruppo francese Bnp Paribas, diventandone quindi dal 2008 parte integrante. I risultati degli stress test in realtà, che interessano maggiormente sono quindi quelli riferibili alla “capogruppo” francese. Bnl che ha alle spalle una storia secolare in Italia, rappresenta da sempre uno dei principali attori del mercato del credito, con circa 2,5 milioni di clienti.

Gli stress test che hanno avuto ad oggetto non Bnl direttamente ma la sua controllante, hanno registrato dati inferiori alla media europa in termini di cet1: il parametro che misura la patrimonializzazione di una banca successivamente all’ipotetico verificarsi di avverse condizioni. Vanno sottolineate due valutazioni però: la prima è, che i valori sotto la media europea non condizionano la solidità della banca che rimangono ben ampiamente al di sopra di valori che possano destare preoccupazione.

Va infatti evidenziato che i casi che possono suscitare problemi per la tenuta dei bilanci riguardano quelle banche, la cui patrimonializzazione assuma valori negativi o poco superiori allo 0. Nel caso di Bnp Paribas, che controlla Bnl, parliamo di un Cet 1 dell’8,54%, a fronte di una media europea di 9,4%.
Per i correntisti e i risparmiatori italiani dunque, nessun timore: quando si parla di Bnl Bnp Paribas, si parla di una banca attualmente forte e che rimarrebbe tale anche in presenza di ipotetiche avverse condizioni di mercato.

Su Unicredit invece la situazione é differente. Parliamo come noto di una Banca a tutti gli effetti italiana a capo di uno dei principali gruppi bancari europei, secondo in Italia per quota di mercato detenuta. La sua solidità è stata messa in evidenza direttamente, in occasione degli stress test effettuti dall’autorità bancaria europa che ne ha analizzato la performance, assieme a quella dei principali gruppi bancari nazionali. I risultati anche in questo caso, come in quello di Bnl Bnp Paribas, sono di tutto rispetto, con una valore cet1 del 7.10%. Massima sicurezza anche in questo caso, per coloro che sono titolari di un conto corrente o vogliano affidare i loro risparmi a Unicredit.

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