Contratto a tutele crescenti: caratteristiche e modalità di applicazione

Impresa e Lavoro
contratto a tutele crescenti

Il contratto a tutele crescenti è una forma di contratto di lavoro introdotta con il Jobs Act. L’obiettivo principale della sua ideazione è stato quello di risolvere la situazione d’incertezza legata a tipologie di contratto lavorativo che fornivano poche sicurezze.

Nel novero in questione è possibile includere il contratto a progetto, che con l’arrivo di quello a tutele crescenti è stato abolito.

Contratti di lavoro tutele crescenti: cosa cambia per le aziende?

L’introduzione del contratto a tutele crescenti ha rappresentato un cambiamento importante non solo per i lavoratori, ma anche per le aziende.

Le realtà che l’hanno scelto hanno infatti avuto la possibilità di usufruire di sgravi fiscali per i primi 3 anni di assunzione, con il trasferimento a carico dello Stato degli oneri contributivi dei neoassunti.

Cosa comporta questa tipologia di contratto per il lavoratore?

Quando si discute di contratto a tutele crescenti è bene ricordare alcuni punti che riguardano direttamente il lavoratore e il suo futuro professionale.

Il più importante è legato all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Con il contratto a tutele crescenti, infatti, i neoassunti non possono usufruire del reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento ingiustificato.

Fanno eccezione alla suddetta regola i casi di licenziamento discriminatorio e alcune situazioni legate ai licenziamenti per motivi disciplinari.

Il Jobs Act prevede che le eventuali controversie legate al licenziamento possano essere risolte con il versamento da parte del datore di lavoro di una somma di denaro non assoggettata all’Irpef o ad altre forme di tassazione, e commisurata all’anzianità lavorativa del soggetto licenziato. La suddetta somma può essere versata tramite assegno circolare.

Come funziona il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti

Entriamo ora nel vivo delle caratteristiche del contratto a tutele crescenti a tempo indeterminato. Come funziona di preciso? Specifichiamo innanzitutto che può essere firmato solo se il lavoratore, nei 6 mesi pre assunzione, non ha prestato lavoro di natura dipendente con un contratto a tempo indeterminato.

Permane la possibilità per l’azienda di usufruire di sgravi fiscali per i primi 3 anni di assunzione. I suddetti vantaggi riguardano i contributi, esclusi gli oneri da versare all’INAIL. Fondamentale è ricordare che l’applicazione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti non riguarda i contratti di apprendistato e quelli di lavoro domestico.

Quali lavoratori possono usufruire di questo contratto?

Concludiamo questa breve guida dedicata al contratto a tutele crescenti ricordando che la suddetta tipologia di contratto lavorativo può essere applicata a tutte le assunzioni posteriori al 7 marzo 2015. Il contratto in questione può riguardare solo i dipendenti del settore privato e i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Come sopra ricordato, non è possibile concretizzarne l’applicazione in caso di lavoratori in prova, sportivi, lavoratori in età pensionabili e lavoratori domestici.

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