Contratto di apprendistato: cos’è e come è cambiato con Jobs Act

Impresa e Lavoro
dimi

Il contratto di apprendistato è una tipologia di contratto di lavoro che si rivolge ai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. L’obiettivo della sua applicazione è quello di consentire al giovane lavoratore di crescere professionalmente all’interno di una realtà aziendale e, nel contempo, di portare avanti un percorso formativo.

Le caratteristiche del contratto di apprendistato, spesso step precedente al contratto a tempo indeterminato, sono state modificate con il varo e con l’entrata in vigore del Jobs Act.

Contratti di apprendistato: ecco cosa è cambiato per lavoratori e aziende con il Jobs Act

Il Jobs Act, che ha rivoluzionato l’assetto del mondo del lavoro, ha introdotto dei cambiamenti riguardanti anche il contratto di apprendistato. Quali di preciso? Tra le novità che riguardano direttamente i datori di lavoro è possibile ricordare l’obbligo per le aziende con almeno 50 dipendenti di avere un numero di apprendisti pari al 20% della forza lavoro totale.

Il datore di lavoro che assume apprendisti deve inviare entro 45 giorni dalla firma del contratto un rendiconto del percorso formativo che intende far seguire al giovane lavoratore. Per quanto riguarda la retribuzione, la suddetta deve essere commisurata sia alle ore di lavoro sia a quella di formazione, e deve basarsi sul CCNL.

Per quanto riguarda le ore di formazione, il calcolo della retribuzione dell’apprendista deve essere effettuato tenendo conto del 35% del monte ore totale.

Quante tipologie di contratto per apprendisti esistono?

Per avere le idee chiare sulle caratteristiche tecniche del contratto di apprendistato è bene ricordare che ne esistono diverse tipologie. Ecco quali.

  • Apprendistato professionalizzante: questa forma di contratto di lavoro si rivolge a giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. In caso di possesso di una qualifica professionale riconosciuta, l’età minima per l’applicazione del contratto si abbassa a 17 anni. La durata del contratto in questione non può superare i 3 anni. In caso di soggetti inquadrabili nel settore dell’artigianato si parla di 5 anni di durata massima.
  • Apprendistato per la qualifica professionale: questa tipologia di contratto di apprendistato si rivolge a giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni. L’obiettivo è quello di fornire un riferimento stabile a chi sta concludendo il percorso di obbligo d’istruzione – formazione. La durata massima del suddetto contratto è pari a 3 anni. Si parla di un anno in più in caso di conseguimento del diploma quadriennale regionale.
  • Apprendistato di alta formazione e ricerca: questa tipologia di contratto di apprendistato si rivolge ai giovani che vogliono conseguire un titolo di specializzazione tecnica. I beneficiari devono avere un’età compresa tra i 18 e i 29 anni. Le singole Regioni decidono la durata del contratto sulla base del tempo necessario al completamento delle attività di ricerca.

Quali tutele per i beneficiari dei contratti di apprendistato?

Fondamentale è rammentare che il contratto di apprendistato, a prescindere dalla tipologia, consente al giovane lavoratore di avvalersi delle medesime tutele che riguardano i titolari di contratti a tempo indeterminato e determinato.

Ciò significa che l’apprendista è tutelato da un’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che ha un’indennità per malattia e che può usufruire della maternità.

Come funziona la retribuzione dell’apprendista?

L’ultimo punto da approfondire riguarda la retribuzione. Per il contratto di apprendistato essa di base è stabilita dal CCNL, e cambia a seconda delle specifiche contrattuali e della qualifica che il giovane apprendista intende conseguire.

Detrazioni Fiscali 2017: articoli consigliati

Sussidio Disoccupazione 2016: Requisiti e come fare domanda Con la riforma del lavoro introdotta con la delega del 183/2014, ovvero il Jobs Act, sono stati modificati i termini per l’indennità di disoccupazione, mutandone sia i requisiti per l'accesso alla politica passiva che la durata dello stessa indennità: il Nuovo Assegno per Inoccupati (NASPI) sostitui...
Brexit: cosa cambierà per il commercio con l’UK? Brexit conseguenze fiscali per UE e Regno Unito Dopo la Brexit cosa cambierà in materia di scambi economici con l'UK? L’uscita del Regno Unito dall’UE comporterà, negli anni a venire, importanti ripercussioni sia per i Paesi che rimarranno ancora a far parte dell’Unione sia per i professionisti e l...
Come funziona il Contratto a Chiamata 2017?   Contratto a chiamata 2017 cos'è e come funziona? Il contratto a chiamata 2017, o a intermittenza è uno dei contratti introdotti dalla Legge Biagi, modificato a seguito della riforma del lavoro Jobs Act di Renzi. Il contratto a chiamata prevede che la prestazione lavorativa venga effettuata ...
Liquidazione TFR: i casi che possono presentarsi La liquidazione TFR è una situazione a cui è bene pensare se si ha intenzione di mettere fine a un rapporto di lavoro o se si è in prossimità della scadenza del contratto. Trattamento di fine rapporto: ecco come gestirlo La liquidazione TFR, come sopra ricordato, è obbligatoria quando giunge a con...
Voucher 2017: informazioni sugli assegni di ricollocamento p... Il 2 settembre si apre la possibilità di richiesta dei voucher 2017, ossia una delle misure previste dal Jobs Act per quanto riguarda la tutela dei soggetti in stato di disoccupazione. Voucher disoccupazione: ecco cosa ha detto Poletti L’annuncio in merito alla possibilità di presentare la domanda...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *