Detrazioni Sisma bonus e Eco bonus: il dietrofront del governo

Casa e Ambiente
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In questo articolo parliamo di una tematica di grande interesse e cioè le detrazioni Sisma bonus ed Eco bonus.

Tali provvedimenti sono stati concessi con la Legge di Bilancio del 2017, ma dopo pochi mesi e l’evidente impatto positivo, il governo fa un passo indietro.

Sisma bonus

Proprio in ragione dei continui terremoti che si sono susseguiti nel nostro Paese, il governo ha deciso di prevedere delle detrazioni fiscali per chi decide di mettere in sicurezza la propria casa.

Si cerca insomma di favorire qualsiasi intervento sugli edifici che possa evitare il trovarsi in future situazioni di emergenza.

Requisiti per usufruire delle agevolazioni

  • Tali incentivi possono essere richiesti dai cittadini residenti nelle zone sismiche uno, due e tre che intendano mettere in sicurezza le proprie abitazioni dal rischio sismico.
  • Per poter usufruire di tale detrazione, bisognerà anzitutto conoscere la vulnerabilità sismica dell’edificio che si vuole restaurare.

Con questa valutazione si potrà attribuire una specifica classe di rischio all’edificio. Si tratta di otto classi di rischio che vanno dalla A+ alla G.

La novità del bonus

La novità consiste proprio nella possibilità di arrivare a risparmiare fino al 70% se si migliora una classe di rischio e fino all’80% se se ne migliorano due.
Dunque nella versione base della detrazione, si avrà un risparmio del 50%, per un importo massimo di 96.000 euro che dovrà essere ripartito in cinque anni.

Eco bonus

Per quanto riguarda invece le detrazioni eco bonus si tratta di agevolazioni finalizzate alla riqualificazione energetica. La legge di stabilità aveva infatti previsto la possibilità di usufruire di detrazioni Ires o Irpes del 50%, per le ristrutturazioni edili riguardanti materia energetica.

Gli interventi che possono beneficiare delle detrazioni

  • Si tratta di interventi effettuati su tutte le parti comuni dell’edificio e che riguardano la parte esterna.
  • Vengono ricompresi anche tutti quegli interventi interni agli edifici che prevedono i miglioramenti delle prestazioni energetiche sia invernali che estive.

La novità dell’Eco bonus

Una delle più significative novità di questo beneficio riguarda la possibilità di ammettere alle agevolazioni fiscali anche i costi di ristrutturazione sostenuti dai condomini.

In questo caso le detrazioni potrebbero raggiungere anche percentuali pari al 70% 75%, dell’IRES, sulla base delle ristrutturazioni che comportano miglioramenti energetici.

Una precisazione da fare riguarda il fatto che tale detrazione può essere concessa solo agli edifici già esistenti. Non si possono quindi agevolare con detrazioni di questo tipo le costruzioni di nuovi edifici.

Passo indietro del governo sulle detrazioni Sisma bonus e Eco bonus

Nonostante l’evidente positività di questi interventi che avrebbero favorito non soltanto le famiglie ma anche la sicurezza e l’ambiente, il governo a pochi mesi dalla concessione di questi benefici fa un passo indietro.

In particolare con un emendamento presentato in commissione bilancio, limita la possibilità di concessione di queste detrazioni, solo ed esclusivamente alla no-tax area.

Cosa prevede il nuovo emendamento di rettifica?

  • abolisce la facoltà di detrazione per tutti prevista sia dall’eco bonus che per il sisma bonus. La mantiene valida solo per gli incapienti totali;
  • cancella la possibilità di ulteriori cessioni;
  • limita la possibilità di far valere l’incapienza all’anno precedente a quello di presentazione delle spese.

Quali sono le prospettive di questo dietro front?

Insomma a ben vedere si tratta di un fortissimo passo indietro del governo che rende del tutto irrisolvibile la problematica dell’incapienza fiscale.

Non è possibile in alcun modo dare risposta solo ed esclusivamente alla no-tax area trascurando completamente tutti coloro che, pur non appartenendo a tale area nel momento del sostenimento della spesa, potrebbero rientrarci in una fase successiva.

Si tratta di una decisione fortemente negativa per lo sviluppo economico del Paese: è un vero peccato perché questo sarebbe potuto essere un settore trainante l’intera economia. Si spera che tale decisione venga rivista e che il governo rivaluti gli interessi e le problematiche coinvolte.

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