Naspi estesa ai lavoratori stagionali

Impresa e Lavoro

Cambia le regole per i lavoratori stagionali che, finita la stagione lavorativa, si troveranno alle prese con la Naspi che dal 2016 ha sostituito il vecchio assegno di disoccupazione, introducendo più limitazioni. Scopriamo chi ne ha diritto, quanto dura e come si deve fare per richiederla.

Domanda di Disoccupazione Naspi: Che cos’è e chi ne beneficia?

La Naspi è il nuovo assegno di disoccupazione che ha sostituito tutte le altre forme di assistenza al reddito fino ad ora previste. In particolare, il termine Naspi è l’acronimo di nuova assicurazione sociale per l’impiego. Questo ammortizzatore sociale deve essere richiesto dal lavoratore entro 68 giorni dall’inizio della disoccupazione e può essere richiesto esclusivamente da tutti coloro i quali hanno perso il lavoro non volontariamente (dunque non si sono dimessi). Per quanto riguarda le categorie beneficiarie, attualmente sono questi i lavoratori che possono richiedere la Naspi:

  • Lavoratori a tempo indeterminato;
  • Lavoratori a tempo determinato;
  • Apprendisti;
  • Lavoratori stagionali a tempo determinato.

Naspi per i Lavoratori Stagionali: I requisiti per richiederla

Anche per i lavoratori stagionali, le regole per poter accedere alla Naspi sono le medesime che per i lavoratori di altri settori, con qualche piccola differenza dovuta alla particolarità del settore stagionale e di quello turistico in particolare. Per accedere al sussidio è necessario presentare alcune caratteristiche importanti che sono:

  • trovarsi in stato di disoccupazione non volontario;
  • avere almeno 13 settimane di contribuzione;
  • avere lavorato almeno 30 giorni negli ultimi 12 mesi.

Ovviamente, al fine del calcolo delle settimane contributive non è possibile conteggiare settimane già in precedenza utilizzate per richiedere l’Aspi (il precedente ammortizzatore sociale in caso di disoccupazione, oggi non più in vigore).

Qual è la durata e il valore del sussidio?

A differenza di quanto avveniva prima, la più grande novità introdotta con la Naspi per i lavoratori stagionali consiste nella durata. Infatti, la regola generale per cui il sussidio di disoccupazione viene percepito per la metà delle settimane lavorate dal 1 gennaio 2016 è valida anche nel settore del turismo e dei lavori stagionali per cui la Naspi potrà durare un massimo di tre mesi.

Un notevole cambiamento, dunque, rispetto a prima, quando un lavoratore stagionale, a fronte di soli sei mesi di lavoro annui, percepiva un assegno di disoccupazione anche per 26 settimane, a copertura quindi dei successivi sei mesi di inattività.

Per quanto riguarda l’importo della Naspi, anche in questo caso valgono le regole per cui il valore economico deve essere pari al 75% della media delle buste paga percepite, fino ad un importo massimo di 1195 euro. Se la media supera questa cifra, al 75% viene aggiunto un ulteriore 25% della differenza fra la media reale e l’importo massimo stabilito, ossia 1195 euro. In questo caso, l’importo mensile non potrà mai superare i 1300 euro.

L’assegno viene percepito a partire dall’ottavo giorno reale di disoccupazione e viene liquidato tramite bonifico bancario o assegno nominale. Nonostante le proteste dei sindacati di settore e degli stessi lavoratori, che chiedono a gran voce il ripristino delle regole precedenti, soprattutto relativamente alla durata, sembra che il Governo non sia intenzionato a cedere, consapevole dei benefici dei quali la categoria dei lavoratori stagionali ha sempre usufruito, soprattutto rispetto alle altre categorie di lavoratori.

Nuova Naspi Stagionali: Modalità di presentazione della domanda

Le modalità di presentazione della Naspi per i lavoratori stagionali sono le medesime che valgono per tutti gli altri lavoratori che si trovano in un’improvvisa situazione di disoccupazione non volontaria. In particolare, è possibile sia presentare la richiesta autonomamente attraverso il sito dell’Inps avendo cura, però, di procurarsi precedentemente il pin dispositivo. In alternativa, è possibile recarsi presso un CAF o un qualsiasi altro ente autorizzato all’invio telematico (dal 2016, infatti, è fatto obbligo la presentazione della domanda unicamente per via telematica).

In ogni caso, per poter presentare richiesta di Naspi occorre produrre alcuni documento da allegare alla domanda stessa. Fra questi la carta di identità e il codice fiscale ma anche la DID, ossia la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, che viene rilasciata dal collocamento. Infine, occorre produrre le buste paga del periodo per calcolarne il valore medio sul quale verrà stabilito l’importo dell’assegno mensile di Naspi.

Detrazioni Fiscali 2017: articoli consigliati

Detrazione lavoro dipendente: cos’è, a chi spetta e come cal... Detrazioni per lavoro dipendente: cosa sono e a chi spettano Quando si parla di detrazione lavoro dipendente si intende un importo fiscale riconosciuto dal TUIR che permette al lavoratore dipendente, assunto con regolare contratto di lavoro subordinato, di abbassare l’imposta annuale lorda che deve...
Part Time Agevolato 2017: Requisiti, domanda e calcolo retri... Cos'è il part time agevolato 2017? Misura introdotta a metà 2015 con una legge ad Hoc, il Part Time agevolato permetterà ai lavoratori del settore privato assunti a tempo indeterminato, di ridurre il proprio orario di lavoro per un massimo di 3 anni per arrivare alla pensione di vecchiaia. L’obiett...
Donazione di Sangue: Giornata di riposo retribuita 2017 Donazione AVIS: Come si può ottenere la giornata di riposo retribuita? La giornata di riposo retribuita per la donazione di sangue spetta al lavoratore che fa la donazione di sangue in forma gratuita presso un centro abilitato dal Ministero della Sanità (come ad esempio AVIS). Ma come funziona la p...
Detrazioni fiscali figli a carico non conviventi: tutte le v... Per avere le idee chiare su detrazioni figli a carico non conviventi è bene partire dal reddito massimo per considerare un familiare a carico, ossia una cifra inferiore a 2.840,51€ annui al lordo degli oneri deducibili. Detrazioni fiscali figli a carico: le regole generali Le regole generali rigua...
Contratto di apprendistato: cos’è e come è cambiato con Jobs... Il contratto di apprendistato è una tipologia di contratto di lavoro che si rivolge ai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. L’obiettivo della sua applicazione è quello di consentire al giovane lavoratore di crescere professionalmente all’interno di una realtà aziendale e, nel contempo, di p...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *