Partite IVA regime semplificato 2017: ecco il principio di cassa

Impresa e Lavoro

Novità importanti sono state introdotte dalla Legge di Stabilità 2016, il nuovo Regime semplificato per l’imprenditoria giovanile è una di queste. Le nuove norme che sono state introdotte hanno come obiettivo quello della semplificazione e accelerazione di tutte quelle pratiche burocratiche che per anni sono state un impaccio per chi aveva intenzione di operare come professionista e imprenditore.

E come tutti ben sappiamo le lungaggini delle paludi burocratiche italiane, che già sono di ostacolo in tempi normali, in tempi di crisi diventano spesso causa di difficoltà insormontabili per professionisti ed imprenditori.

Per questi motivi l’orientamento che il governo ha voluto dare a questa legge di Stabilità è un piacevole cambio di direzione.

Vediamo ora una delle novità più importanti introdotte: Le Partite IVA a regime semplificato ed il principio di cassa.

Il Regime dei Minimi

Il regime dei minimi è stato introdotto con la legge finanziaria del 2008.
E’ stato creato con il preciso intento di creare una possibilità per imprenditori e professionisti che vogliono attuare la loro idea imprenditoriale con un regime di tassazione semplificato.
Infatti, chi apre una partita IVA nel regime dei minimi, è esente da IRAP, IRPEF, e studi di settore e IVA.

L’unica tassazione a cui sono sottoposti questi soggetti è la cosiddetta imposta sostitutiva oltre all’imposta di bollo per fatture di importo superiore a 77,47 euro.

L’abolizione del Regime dei Minimi.

La legge di stabilità del 2016 ha abrogato il regime dei minimi, lasciando come unica alternativa il regime forfetario.
Tuttavia, chi, precedentemente al 1 Gennaio 2016, operava già all’interno di questo regime avrà la possibilità di portarlo alla sua naturale conclusione, ovvero il raggiungimento dei 35 anni di età, oppure il superamento dei cinque periodi di imposta consecutivi.

Il Nuovo Regime Forfetario

La legge di stabilità ha però introdotto una soluzione alternativa al regime dei minimi, ovvero il Regime Forfetario.
Posso accedervi tutte le persone fisiche, quindi non le società, che iniziano una libera professione.
Per potervi accedere è necessario che il reddito lordo per il 2017 non superi il limite massimo per l’attività (secondo i codici ATECO).

Differenze tra regime Forfetario è Regime dei Minimi

  1. il Regime Forfetario non è soggetto ad una scadenza naturale, come lo era invece quello dei minimi, l’unica causa di esclusione è quella del superamento dei limiti di reddito imposti pr categoria.
  2. Le spese per i collaboratori non devono essere superiori a 5.000 euro
  3. Il valore delle immobilizzazioni non deve superare i 20.000 euro.

Determinazione del Reddito nel Regime Forfettario

Il principio di cassa

Questa è una delle maggiori novità introdotte dal regime forfettario, ovvero il metodo di calcolo del redditto soggetto a tassazione segue il metodo del principio di cassa.

Come Funziona?

Si determina applicando ai ricavi e i compensi, effettivamente incassati, un coefficiente di redditività, selezionato in base al tipo di attività (secondo il codice ATECO), e sul reddito cosi determinato, al netto dei contributi previdenziali, si applicherà un’imposta pari al 15%.

Si hanno quindi delle importanti differenze rispetto al precedente Regime dei minimi:

  • Non hanno nessuna rilevanza i costi sostenuti durante il periodo d’imposta
  • Le uniche spese che possono essere portate in deduzione sono quelle relative ai contributi previdenziali.
  • Si prendono in considerazione solo i ricavi effettivamente incassati nel corso del periodo.
  • L’imposta del 15% è sostitutiva di: Imposta sul reddito (IRPEF), addizionali comunali e regionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

Il principio di cassa, come si può dedurre, semplifica di molto il calcolo delle imposte dovute, e rende le stesse una variabile più certa da considerare nella redazione del budget dell’impresa.

Regime Forfettario e Ritenuta D’acconto

Chi aderisce al regime forfettario ha che i ricavi e i compensi non sono soggetti a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. Sarà sufficiente rilasciare una dichiarazione da cui risulti che il reddito derivante da quell’operazione è soggetto ad imposta sostitutiva.

Quanto abbiamo detto fin qui, mette in evidenza l‘attrattiva che ha il nuovo Regime Forfettario verso tutti quei giovani neo laureati o professionisti, che non dispongono di un capitale elevato per dare vita alla propria impresa.
E’ infatti chiaro l’intento del legislatore di promuovere, ed incrementare le opportunità a favore di giovani e giovanissimi imprenditori sfruttando in questo modo l’enorme potenziale umano che le nostre università forniscono.

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