Ritenuta d’acconto per prestazione occasionale: guida

Impresa e Lavoro
ritenuta d'acconto per prestazione occasionale

La ritenuta d’acconto per prestazione occasionale rappresenta una pratica risorsa per pagare attività di natura lavorativa. È un elemento associato, nella maggior parte dei casi, ai giovani che si trovano a ricoprire un piccolo ruolo lavorativo. Quali sono le sue caratteristiche e come funziona? Ecco tutte le risposte di cui hai bisogno.

Ritenuta d’acconto lavoro occasionale: di cosa si tratta

La ritenuta d’acconto per prestazione occasionale è una modalità di pagamento che permette a chi propone il lavoro di pagare il soggetto incaricato, privo di partita Iva, di compiere l’attività.

Le prestazioni occasionali devono rispettare alcuni limiti: non possono superare un determinato numero di giorni lavorativi all’anno, mentre l’importo complessivo annuale da non eccedere è 5mila euro.

Ritenuta d’acconto prestazione occasionale conviene?

Dal punto di vista del committente la prestazione occasionale non è particolarmente conveniente. Dovrà infatti procedere con il pagamento della ritenuta d’acconto mediante F24.
Se invece analizziamo la questione dal punto di vista del collaboratore, c’è un vantaggio significativo. A condizione infatti che la somma di tutti i compensi non superi i 5mila euro annui, non sarà necessario dover sostenere alcun contributo Inps. A fronte di questo vantaggio però va considerata l’assenza di ammortizzatori sociali qualora si verifichi la perdita del lavoro.

In linea di massima quindi la collaborazione occasionale è conveniente a condizione che:

  • si tratti di una collaborazione a breve termine;
  • non vi siano molte altre collaborazioni con il medesimo committente nel breve/medio periodo.

Prestazione occasionale: come funziona

Ritenuta d’acconto per prestazione occasionale: come funziona? La prestazione occasionale consente al committente di pagare il collaboratore che non dispone di partita Iva come fosse un vero professionista. Tutto ciò a condizione che siano rispettati i limiti previsti per questa forma di retribuzione.

Il rapporto lavorativo deve essere infatti di tipo occasionale. Non è quindi una formula che si presta alla definizione di un’attività lavorativa subordinata. Al momento del pagamento della prestazione occasionale, il collaboratore deve fornire al committente la ricevuta della prestazione occasionale con ritenuta d’acconto. A ciò potrebbe sommarsi l’imposta di bollo, qualora la somma riportata nella prestazione occasionale risulti maggiore di 77,47 euro.

Ritenuta d’acconto per prestazione occasionale 2017: gli elementi della ricevuta

Perché la ricevuta relativa alla prestazione occasionale sia valida deve riportare diversi elementi:

  • numero della ricevuta;
  • dati di identificazione del collaboratore;
  • dati di identificazione del committente;
  • descrizione dell’attività fornita;
  • importo lordo;
  • importo della ritenuta d’acconto;
  • importo netto;
  • bollo (qualora la ricevuta abbia un importo maggiore di 77,47 euro).

Dopo che il committente ha ricevuto la prestazione occasionale deve corrispondere la somma netta al collaboratore, versare la ritenuta d’acconto mediante F24 (entro il 16 del mese successivo alla data indicata dalla ricevuta).

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