Ritenuta d’acconto: cos’è e come funziona? Guida

Impresa e Lavoro
ritenuta d'acconto

Cos’è la ritenuta d’acconto 2017

La ritenuta d’acconto è una particolare trattenuta Irpef o Ires, che viene effettuata sui bonifici e sulle somme che il lavoratore percepisce dai suoi clienti o committenti, soggetti che prendono il nome di sostituti di imposta.

Quando si parla di ritenuta d’acconto è necessario precisare prima di tutto che ne esistono diverse tipologie. Le ritenute possono infatti essere a titolo di acconto oppure a titolo d’imposta. Nel primo caso la ritenuta viene applicata all’onorario già fissato con il cliente.

Ciò significa che quando il lavoratore emette una fattura o una ricevuta nei confronti di un soggetto che è titolare di Partita Iva, a questa si applica una ritenuta del 20%. Ritenuta che è a titolo di acconto. Facciamo un esempio pratico.

Se un soggetto emette una ricevuta di 10 mila euro a questa viene applicata una ritenuta del 20%, ossia di 2 mila euro. Il lavoratore percepirà quindi solo 8 mila euro, mentre i 2 mila rappresentano un anticipo sulle imposte che dovrà pagare su quei 10 mila fatturati (23% a titolo di Irpef), meno però le ritenute che sono già state versate per lui dal cliente. In questo caso si parla di ritenuta d’acconto.

Se invece la ritenuta fosse stata a titolo d’imposta, sulla fattura si sarebbe comunque applicare un’aliquota del 20%. Percentuale che però in questo caso avrebbe rappresentato tutta la tassazione applicata ai 10 mila euro concordati con il cliente.

Tipologie di ritenuta d’acconto

Tra i diversi tipi di ritenuta d’acconto troviamo le ritenute sui redditi di lavoro autonomo a titolo di Irpef. Si tratta delle ritenute che vengono applicate quando il lavoratore che non è titolare di Partita Iva svolge una prestazione occasionale.

Allo stesso modo le ritenute sui redditi di lavoro autonomo vengono applicate dai lavoratori autonomi, e quindi titolari di Partita Iva, ai propri clienti che sono anch’essi titolari di Partita Iva. Nella maggioranza dei casi, il cliente titolare di PI versa queste ritenute tramite modello F24, utilizzando il codice tributo 1040.

Questa somma sarà a titolo di anticipo per il pagamento dell’Irpef che il lavoratore che ha eseguito il lavoro dovrà pagare con le tasse in seguito alla dichiarazione dei redditi. In questo modo il datore di lavoro anticipa di fatto parte delle tasse del lavoratore.

Di conseguenza quando il lavoratore che ha prestato servizio va a pagare le tasse, dovrà presentare le certificazioni dei sostituti di imposta fornite dai clienti che hanno versato per lui le ritenute di imposta. Somme che vengono sottratte da quanto dovuto dal contribuente.

In altre parole se il lavoratore deve allo Stato 2 mila euro di tasse, e i titolari di PI per i quali ha lavorato hanno versato in suo favore 400 euro questi si detraggono dalla somma da pagare. In altre parole il contribuente dovrà corrispondere solo 1600 euro.

Come funziona la ritenuta d’acconto sui redditi di capitale 2017

Oltre a quelle a titolo d’imposta e alle ritenute d’acconto esistono anche altre tipologie di ritenute, ad esempio quelle sui redditi di capitale. Di cosa si tratta? Quando un contribuente percepisce i proventi di un investimento finanziario, a questi sono applicate delle ritenute che possono essere a titolo di imposta o di acconto.

La ritenuta applicata può essere pari al 12,5%, 20% o 27%. La quota applicata varia a seconda della durata e dalla natura dello strumento finanziario in questione. Tuttavia negli ultimi mesi la maggior parte degli strumenti finanziari è passata a una tassazione del 26%.

Troviamo infine le ritenute su redditi da lavoro dipendente. Si tratta delle ritenute che ogni mese vengono applicate sulla busta paga del dipendente a titolo di Irpef.

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