Scheda Carburante 2017: le principali novità

Tasse e Fisco
Scheda Carburante

La scheda carburante è un utilissimo strumento adottato dai professionisti per detrarre le spese che riguardano i costi di trazione del proprio mezzo di locomozione.

I costi della benzina, del gpl, del metano e del gasolio possono essere infatti detratti da coloro che hanno la Partita Iva nella misura che riguarda la propria attività in base all’attinenza. Più questa attinenza è vicina più sarà alta la percentuale che si può mettere in detrazioni nella dichiarazione annuale dei redditi.

Come funziona la scheda carburante 2017

La scheda carburante è a tutti gli effetti un documento fiscale che sostituisce la fattura che altrimenti dovrebbe essere emessa ogni qual volta si faccia carburante. Con questo sistema si velocizzano i tempi, in quanto l’esercente di carburante deve solo compilare, firmare, e timbrare la scheda del professionista, che sarà poi portata in detrazione a giugno.

La compilazione è semplicissima, deve infatti solo indicare il tipo di carburante messo (benzina, gasolio, gpl, metano), la quantità, il costo per litro, i litri messi e il costo totale, dopo di che l’esercente deve timbrare la scheda e firmarla, in modo che non possano esserci manomissioni e frodi sugli importi dichiarati.

È infatti facile mettere sulla scheda più carburante di quanto non si è effettivamente messo, e per questa ragione i distributori sono chiamati a vigilare su tale pratica, affinché il fisco non sia raggirato da gente disonesta in cerca di sconti più cospicui sulle tasse.

Cosa deve indicare l’automobilista sulla scheda carburante

Per quanto riguarda gli obblighi del professionista, questo è chiamato a compilare la scheda nella parte indicante i propri dati anagrafici, il codice fiscale, il numero di Partita Iva, nonché nella parte che riguarda la vettura, in cui deve essere indicata la targa, a chi è intestata, l’anno e i mesi della scheda, nonché i chilometri che ha la vettura all’inizio del periodo di riferimento e i chilometri che ha alla fine, questo per non forzare le spese del carburante, che dovranno in questo modo essere necessariamente coerenti con i chilometri percorsi.

Inoltre le schede devono essere numerate progressivamente come le fatture, e qualche questo spetta all’automobilista.

Chi può usare le carte carburanti

Naturalmente per poter utilizzare le carte carburanti si deve essere persone giuridiche, di qualsiasi tipo, ma comunque con Partita Iva.

Possono infatti detrarre questo tipo di spesa:

  1. I soggetti passivi Iva
  2. Gli esercenti
  3. I Professionisti e gli Artigiani

Queste tipologie di persone possono portare in detrazione o in deduzione le spese relative ai carburanti utilizzati per la propria attività lavorativa. Se si tratta di una ditta individuale la vettura può anche essere intestata alla persona fisica, sempre se sia la stessa che figura anche nella ditta individuale.

Questo tipo di pratica è molto diffusa tra i professionisti (architetti, geometri avvocati ecc.) che il più delle volte avevano una vettura a loro intestata prima di intraprendere l’attività, di conseguenza questi possono ricevere un beneficio fiscale anche sulle vetture intestate a loro come persone fisica.

Per quanto riguarda invece le altre forme di società le vetture devono essere necessariamente intestate alla società che ne chiede la detrazione.

Scheda carburante 2017: il pagamento con moneta elettronica

Grazie all’introduzione della moneta elettronica, ovvero delle carte bancomat, carte di credito o di addebito, si può sostituire la scheda carburante pagando con questo modo, sicuro e sicuramente non frodabile in quanto la transazione registrata attesta la veridicità dell’acquisto più di ogni altro mezzo di fatturazione cartacea. In questa maniera si azzera il rischio di rigonfiamento delle fatture o delle carte carburanti, rendendo più veritiere le spese sostenute.

Per poter effettuare questa pratica e quindi non dover più compilare le schede carburante, la carta di credito o il bancomat devono necessariamente essere intestate alla società che possiede la vettura o, in caso di ditta individuale, all’intestatario della ditta individuale. Le carte non devono necessariamente essere usate solo per il carburante, in quanto viene anche registrato durante l’acquisto il tipo di esercente. basterà quindi archiviare le ricevute bancomat per acquisto di carburanti in un’apposita cartellina che verrà poi presentata per la dichiarazione dei redditi.

È bene notare che chi adotta il metodo di pagamento elettronico non dovrà più presentare le carte carburante, e quindi necessariamente presentare tutta la contabilità relativa alle spese di traino e locomozione in forma elettronica.

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