Naspi 2017 e la cumulabilità con il Bonus 80 euro

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Naspi 2017: il nuovo ammortizzatore sociale e la cumulabilità con gli 80 euro

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, o Naspi 2017, dal 1 Gennaio di quest’anno ha sostituito tutte le altre prestazioni a sostegno del reddito. I criteri di accesso e funzionamento sono i seguenti:

  • stato di disoccupazione incolpevole oppure dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • avere versato nei quattro anni precedenti almeno 13 settimane di contribuzione;
  • avere all’attivo almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti allo stato di disoccupazione;
  • l’indennità spetta agli apprendisti, ai lavoratori subordinati di cooperative e del settore artistico, ai dipendenti della Pubblica Amministrazione ma solo inquadrati con contratti a tempo determinato;
  • non spetta invece agli operai a tempo indeterminato e determinato del settore agricolo, agli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione con contratto a tempo indeterminato ed agli extracomunitari con permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale;
  • durata fino a 24 mesi. Per determinare il diritto effettivo viene calcolata la metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 48 mesi;
  • la domanda deve essere presentata tassativamente entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro;
  • l’importo che viene corrisposto è pari al 75% sulla retribuzione mensile degli ultimi 4 anni secondo i dati previdenziali in possesso dell’INPS, se tale importo è pari a 1.195 euro. Diversamente se i calcoli generano un risultato che supera tale somma, allora è previsto un incremento del 25% secondo un criterio specifico. Non sarà possibile comunque superare in nessun caso i 1.300 euro mensili;
  • come chiarito dall’Agenzia delle Entrate il bonus di 80 euro previsto dall’art. 1 del Decreto Legge 66/2014 sarà erogato anche ai destinatari della NASpI.

Naspi 2017 e lo stato di disoccupazione

Per poter dimostrare lo stato di disoccupazione è necessario dare la propria disponibilità, al centro per l’impiego competente per territorio, a svolgere una qualsiasi attività lavorativa e farsi parte diligente per porsi a disposizione del mercato del lavoro.

I requisiti per l’iscrizione sono:

  • trovarsi in stato di disoccupazione o inoccupazione;
  • avere un’età compresa tra i 16 ed i 65 anni.

Oggi i centri per l’impiego non si limitano a raccogliere la disponibilità del soggetto al lavoro, ma lo profilano accuratamente andando a censire anche la sua formazione professionale pregressa, valutando l’esperienza lavorativa maturata negli anni e ponendola poi in rapporto con le posizioni di cui c’è richiesta.

Le formalità per l’iscrizione sono minime e basta un documento di identità e il codice fiscale oltre all’indicazione delle qualifiche professionali possedute per procedere. Successivamente si verrà invitati a sottoscrivere la DID, ovvero la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Questo documento è utile per richiedere le prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI appunto, ma anche per ottenere l’esenzione dal pagamento dei ticket sanitari.

Come si presenta la domanda all’INPS

La domanda per poter usufruire della Naspi 2017 viene effettuata online entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia tale modalità di inoltro non è congeniale alla maggior parte dei cittadini, per troppo tempo abituati alla carta stampata ed alle file agli sportelli.

Tuttavia per chi volesse cimentarsi nell’impresa dovrà dotarsi di uno delle seguenti chiavi telematiche:

  • di un PIN dispositivo da richiedere allo stesso INPS;
  • della Carta Nazionale Servizi, che si ottiene tramite la rete delle Camere di Commercio o altri Enti certificatori autorizzati;
  • del nuovissimo SPID, rilasciato anche da compagnie telefoniche e poste italiane.

Il possesso di queste chiavi telematiche è utile non solo per la trasmissione della domanda finalizzata all’ottenimento della NASpI 2017, ma consente anche l’accesso a tutta una serie di servizi che permettono di consultare l’ estratto conto contributivo, che poi rappresenta la base per poter effettuare il calcolo del beneficio in proprio, senza recarsi all’INPS.

In alternativa sarà possibile rivolgersi a un patronato, punto di riferimento fondamentale per il cittadino. La consulenza che viene svolta in queste sedi permette di avere un quadro chiaro in ordine ai diritti che è possibile reclamare e inoltre evita la frustrazione di non vedersi riconosciuto un beneficio che si dava per scontato.

È inoltre opportuno che la semplice richiesta di accesso alla NASpI equivale ad aver dichiarato la propria disponibilità presso i centri per l’impiego. Questa rimane quindi una valida alternativa per il cittadino, anche se sarà necessario, entro 15 giorni dalla richiesta inoltrata all’INPS, contattare il centro per l’impiego per stipulare il patto di servizio.

Obblighi, riduzione e decadenza dalla NASpI 2017

Entro 15 giorni dalla presentazione della domanda sarà necessario recarsi presso il competente centro per l’impiego. Le sanzioni, in caso di mancata presentazione senza addurre un giustificato motivo, vanno:

  • la decurtazione del 25 % di una mensilità, qualora si tratti della prima convocazione;
  • la percentuale sale al 100 % di una mensilità in caso di seconda convocazione;
  • la decadenza avviene con la mancata presentazione alla terza convocazione.

La revoca della Naspi 2017 può avvenire per nei seguenti casi:

  • mancata adesione ad una offerta di lavoro congrua;
  • raggiungimento dell’età pensionabile ovvero l’ottenimento di un assegno di invalidità ordinario;
  • nuova forma di occupazione, anche autonoma. Anche se si potrebbe ricorrere a una semplice sospensione in caso di durata del rapporto di lavoro per un periodo inferiore a sei mesi;
  • attività lavorativa prestata all’estero, sia all’interno dell’Unione Europea che presso uno Stato extracomunitario.

Nessun problema, invece, per le prestazioni di lavoro occasionale, in quanto cumulabili con la NASpI nel limite di 3.000 euro per anno solare. Tuttavia questo genere di attività erano riconducibili a quelle pagate per mezzo dei voucher lavoro, adesso definitivamente soppressi.

Sarà interessante capire quale posizione prenderà l’INPS a causa di questo buco legislativo che apre la strada a diverse interpretazioni in ordine alle altre forme di lavoro discontinuo presenti nell’ordinamento, come il contratto a chiamata, i cui parametri piuttosto stringenti sembra stiano per subire un pesante allentamento.

Per quanto riguarda il decorrere del tempo, a partire dal 91 giorno, è prevista una riduzione mensile della NASpI nell’ordine del 3 %.

La cumulabilità con il bonus 80 euro

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il bonus 80 euro previsto dall’art. 1 del Decreto Legge 66/2014 compete anche ai soggetti che sono percettori di prestazioni a sostegno del reddito, come la NASpI appunto.

Non sono mancati, anche in questo caso, dubbi interpretativi ed i timori degli ex lavoratori che non volevano trovarsi nella scomoda posizione di dover poi restituire una somma che sarebbe potuta diventare di rilevante entità. Non sarebbe la prima volta, in effetti, che vengono erogate somme di cui poi lo Stato pretende la restituzione.

In questo caso la NASpI 2017 andrebbe intesa come una sostituzione del reddito che è venuto a mancare e come tale godrebbe appieno di tutti i benefici previsti per l’applicazione del credito del bonus 80 euro.

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