Disoccupazione INPS: come funziona e chi può richiederla

Pubblica Amministrazione
disoccupazione inps

Dal maggio del 2015 parlare in maniera corretta di disoccupazione INPS significa chiamare in causa la definizione di indennità di disoccupazione NASPI.

Indennità di disoccupazione NASPI: di cosa si tratta e chi può farne richiesta

La disoccupazione INPS –oggi denominata indennità di disoccupazione NASPI – è una prestazione economica che viene erogata in seguito alla presentazione di una specifica domanda.

I soggetti a cui è destinata sono i lavoratori con un rapporto professionale subordinato che si trovano in situazione di disoccupazione per motivi indipendenti dalla propria volontà.

La platea dei beneficiari comprende anche gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative, i lavoratori attivi nel settore artistico (purché abbiano un contratto di lavoro subordinato), i dipendenti a tempo determinato degli Enti della Pubblica Amministrazione.

Quali lavoratori non possono richiedere la NASPI

Per avere un quadro più chiaro del funzionamento della nuova disoccupazione INPS è bene specificare anche le tipologie di lavoratori che sono escluse dalla possibilità di richiedere la prestazione.

In questo novero è possibile includere i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato degli Enti della Pubblica Amministrazione, i soggetti che lavorano come operai agricoli a prescindere dalla durata del loro contratto, gli extra comunitari con permessi di lavoro stagionali, i quali devono rispondere a una normativa specifica che nulla ha a che fare con l’indennità NASPI.

In quali casi si può richiedere la NASPI

Come già ricordato, la nuova disoccupazione può essere richiesta da quei lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione per ragioni non dipendenti dalla loro volontà.

Ciò significa che i beneficiari della prestazione possono essere soggetti che hanno risolto il contratto di lavoro in maniera consensuale, così come lavoratrici che hanno maturato la decisione di dimettersi nel periodo di tutela per maternità (in questo caso si parla tecnicamente di dimissioni per giusta causa).

Rientrano nei casi di disoccupazione involontaria le circostanze in cui intervengono situazioni che non permettono la prosecuzione del rapporto professionale. Questo vuol dire che possono richiedere la NASPI i soggetti che hanno presentato le dimissioni per mancato pagamento delle retribuzioni, ma anche coloro i quali hanno subito molestie sul luogo di lavoro o hanno visto la propria mansione professionale interessata da peggioramenti non giustificati.

Rientrano nei potenziali beneficiari della NASPI anche i lavoratori che si dimettono per motivi di mobbing.

Quali requisiti contributivi sono necessari per richiedere la NASPI?

Per richiedere la disoccupazione oggi è necessario rispondere a specifici requisiti contributivi. Il soggetto che presenta l’istanza per accedere alla prestazione deve avere almeno 13 settimane di contribuzione utile nei quattro mesi precedenti l’inizio dello stato di disoccupazione involontaria.

Al computo delle suddette settimane contributive possono concorrere anche i contributi figurativi versati nei periodi di maternità o di congedo parentale e quelli legati a periodi di lavoro all’estero.

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